Si accenna senza pretese a donne nell’informatica, le prime; a TikTok in EU, a un anno di guerra e ai podcast, agli scacchi e all’obsolescenza dei software; a fotografi che non lo sono, al suono dei modem e ai fessi.
Lavorare sempre da casa è la vera libertà? Senza uscire, senza luoghi, senza abitudini, senza legami, senza condivisioni, senza caffè, senza vissuto, cosa resta della giornata di lavoro?
È passato oltre un mese da quando ho deciso di ricostruire il blog con il framework per siti statici Hugo: condivido qualche dato che chiaramente non fa accademia ma m’aiuta a capire come viene fruito questo microscopico angolo di web.
Quando mi sveglio durante la notte, il primo pensiero che ho è quello di approfittarne e di sfruttare quel tempo rubato al sonno. La sensazione naturale che provo è quella di trarre vantaggio dalla mia insonnia. Abbiamo smesso di dare valore al dolce far niente.
Su Twitter, che ha bloccato l’autenticazione 2FA per chi non paga e che ha messo il turbo ai tweet di Musk, e su Bing, che pare «un po’ rimbambita», ma che non dobbiamo temere. Per ora.
Saper chiedere a un robot è, oggi, parimenti importante che sapersi leccare l’indice per sfogliare il Piccolo Palazzi: è acquisire competenze formative che serviranno sempre e in migliaia di contesti diversi. La conoscenza nasce dallo stimolo all’approfondimento, alla curiosità e alla competenza. È quello che insegnerò a mia figlia.
Saranno almeno sei mesi che switcho tra server e client email indeciso su come gestire la mia posta elettronica personale. Gmail, iCloud, Proton e poi ricomincia il giro dei servizi; provo Mail App, Outlook, Thunderbird, Spark, amenità varie e altro giro ancora sui client. Ma puntualmente, ogni volta che la giostra riparte, si ferma inesorabilmente su Gmail.
Ero convinto che la mia fosse una riflessione un po’ machiavellica e allegramente polemica, quella relativa all’immondizia trovata nello smartphone Samsung di bassa fascia comprato per mia madre, ma a quanto pare il problema è serio ed esteso. Chi ha comprato un S23, il nuovo top di gamma di Samsung, si è trovato a vedersi occupati circa 60 GB di spazio di memoria nella partizione del SO.