La macchina del tempo
Recentemente ho fatto un lungo e noiosissimo lavoro di backup e archiviazione del contenuto delle mie vecchie caselle di posta elettronica.
Recentemente ho fatto un lungo e noiosissimo lavoro di backup e archiviazione del contenuto delle mie vecchie caselle di posta elettronica.
Napoli non la conosco benissimo. Mi mancano un sacco di informazioni, di luoghi, di persone e di riti. Napoli, per me che ci abito accanto, è poco meno di un mistero. A parte il caos, il traffico, i musei e qualche passeggiata, il resto è mito.
Grazie al prezioso suggerimento di Andrea tratto dal suo recente post sugli abbonamenti, ho scoperto Bobby, una piccola app per iOS e macOS che permette di tenere traccia di tutti i costi fissi ricorrenti, le sottoscrizioni e gli abbonamenti. Ho scoperto pure che spendo un sacco di soldi e che, forse, era meglio non scoprire niente.
Ci sono cose che si possono scrivere agilmente e che diventano in poco tempo vita vissuta, storia, passato raccontato. Altre, invece, ribollono, borbottano nella testa e rilasciano nell’aria un profumo acre di apatia. Cose che le proveresti pure a metterle su carta, ma che sfuggono e non ti stanno a sentire, non raccontano e non spiegano, cose che alla fine forse è meglio tenere per sé. Che si fotta pure, il blog.
Ho cambiato il logo di questo mio modesto blog più di un mese fa. Come spesso accade su tante cose, poi dimentico di scriverne. In realtà, per mia discolpa, nelle ultime settimane ho vissuto un po’ di serie turbolenze lavorative (ancora non terminate) e sono stato parecchio concentrato su altro. Questo post è un pretesto anche per segnalare e giustificare questo lungo silenzio.
Nel 2001 avevo diciotto anni. Ero stato a Napoli, nel marzo di quell’anno, per la prima grande manifestazione “no global” in Italia. Era il giorno 17. Un numero sfortunato, a guardare la cabala, ma io non sono mai stato uno scaramantico.
Stavo leggendo l’estratto del libro Four Thousand Weeks, di Oliver Burkeman, giornalista e scrittore molto popolare tra chi mastica su produttività e crescita personale, tradotto molto spesso anche su Internazionale. Nell’introduzione c’è un curioso accenno ai libri di auto-aiuto e life coaching.