Il primo social network
Navigando in maniera quasi ossessiva su decine di blog personali, sono arrivato alla conclusione che l’universo del blogging, tutto sommato, gode di buona salute; quello delle email, invece, no.
Navigando in maniera quasi ossessiva su decine di blog personali, sono arrivato alla conclusione che l’universo del blogging, tutto sommato, gode di buona salute; quello delle email, invece, no.
Se commenti un post, se lo metti nei preferiti o lo condividi, se ti soffermi a leggerlo con più attenzione, fosse anche per errore, o interagisci in qualsiasi altro modo con testo, immagini e video, i social network analizzano la tua azione, la profilano ed elaborano nuovi contenuti, più o meno promozionali, che siano il più attinenti possibile alle tue iniziative, più o meno volontarie esse siano state. Qualsiasi gesto te lo rendono con gli interessi. Tutti i social network. Tutti tranne Mastodon.
Il blog è una cosa personale. È una cosa che non è detto debba essere mesciata con gli argomenti di lavoro. Volevo che questo blog evitasse per quanto possibile i temi legati alla mia sfera professionale, cosa che già più o meno faceva, ma che ora diventa una regola e non più una consuetudine.
Facebook sta chiedendo ai propri utenti il permesso per essere tracciati quando cliccano su un link che dalla piattaforma direziona verso l’esterno. È una cosa che già faceva, ma che adesso sta in qualche modo istituzionalizzando per offrire una parvenza di privacy che, in realtà, non esiste.
Nella Fattoria degli animali di George Orwell a un certo punto si stabilisce che tutti gli animali sono uguali. Poi, in un secondo momento, si rettifica affermando che sì, tutti gli animali sono uguali, ma i maiali sono più uguali degli altri. Ecco. Parafrasando il maestro, possiamo dire che tutte le generazioni sono uguali, ma i boomer sono più generazione degli altri.
Una famiglia sudamericana, in Piazza della Signoria a Firenze, ha alzato al petto una schiacciata con companatico e ne ha scattato più foto prima di mangiarla. Mentre mangiavo la mia modesta e infotografabile merenda, ho notato che anche un’altra coppia, e poi altri ancora, fotografavano la propria focaccia come fosse un premio, una medaglia.
Nel 2023 ho letto 14 libri. Ho letto poco e in pochissimi momenti, anche perché le occasioni nelle quali potevo leggere le ho dedicate ad altro. Tra i libri che ho letto, poi, non ne ho trovato nessuno realmente stimolante.
Negli scorsi giorni mi è arrivata una mail di auguri da LinkedIn per l’anniversario della registrazione sul social network: sono 14 anni che ho un account. Con la disattivazione del mio profilo Twitter, è l’utenza social più longeva che mi è rimasta. Ma è quella che uso di meno e che meno mi rappresenta.