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Blog

2023


Sgomitolare idee e mugugni

Da qualche settimana a questa parte, con una discreta continuità, sto tenendo un diario: vi riporto riflessioni, eventi, discussioni condivise e altro ancora. Questa cosa ha un nome, moderno, cool e un po’ bruttino, ed è diventata una pratica, o uno strumento, a seconda di come lo si guarda: journaling. Più volte ho iniziato a scrivere cose e tutte le volte ho poi abbandonato, fino a oggi, almeno, che sembra avere, con più o meno soddisfazione, definito una costante.

Come il leone con la gazzella

Ogni mattina, che piova o esca il sole, che faccia caldo o si geli, che mi senta bene o una schifezza, che vada di fretta o che sia libero, che mi svegli all’alba o a notte fonda, che mi alzi bene o tutto strappato, che mi incazzi col gatto o che ci giochi, che debba prendere la macchina, un treno o la moto, che sia già sveglia Bimba o ancora dorma, che il pesce rosso sia ancora vivo o sia finalmente morto, ogni mattina mi sveglio e, costi quel che costi, devo svuotare la lavastoviglie.

Finalmente

Che società potrà mai essere, e che tipo di approccio alla vita potrà mai avere, una società che continuamente, ogni settimana, più o meno costantemente ogni giovedì, o anche il venerdì, si dà pacche sulle spalle e pubblica meme e se la ride e si fa coraggio pensando che è quasi sabato, e che ce l’ha fatta che poi c’è il weekend, che finalmente basta col lavoro per due giorni e che grazie a dio si vive e se ne gode?

Comprate tutto

Da quando sono proprietario di una motocicletta mi è capitato di guardare molto pù spesso video su YouTube. Prima lo facevo poco, poi un po’ per curiosare tra test drive e comparazioni, un po’ per approfondimento teorico e infine per interesse, ho cominciato a spulciare con più assiduità il mondo dei contenuti video e, un po’ alla volta, a seguire le pubblicazioni di alcuni moto vlogger1, appassionati che commentano argomenti riguardanti il motociclismo generalmente mentre sono alla guida.

Domandarsi

Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi anch’io fatto il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, il mio consiglio, sarebbe successo ciò che è successo?

Dieci minuti e mi alzo

Una cosa che apprezzo in chi va a correre tutti i giorni, di mattina presto, cascasse il mondo, con la pioggia o col sole, a casa o in giro per il mondo, una cosa che ammiro alla follia è la tenacia, la costanza, l’irreprensibilità nel non farsi condizionare, la capacità di non venire meno alla promessa di mettercela tutta: la scelta insindacabile di essere come si era deciso di voler essere.

Una possibilità

Sul mio Mac, ma in generale sui vari dispositivi che utilizzo, differenzio sempre il browser (o il profilo del browser) di lavoro da quello privato. Le attività di navigazione, le ricerche, i software web legati al mio universo professionale giacciono in un’istanza dedicata — che, da qualche anno a questa parte, complice l’adozione di Microsoft 365 come suite per la nostra azienda, è Edge — mentre per quelle personali uso Safari sui dispositivi mobili e vagabondo come un cane senza guinzaglio in un parco pubblico di New York sui desktop. Ho usato e uso ancora tutt’ora, a singhiozzo e senza trovare pace, Firefox, Brave, Vivaldi, Chromium e lo stesso Safari. Recentemente mi ero assestato su Firefox ma senza esserne totalmente convinto.

Non sono sordo

Guardo poca TV, lo dico spesso, e quando la guardo lo faccio solamente per film o serie in streaming. Molto spesso, quasi sempre, sono costretto ad attivare i sottotitoli per risolvere un problema che affligge il mio televisore dal 2012: l’audio dei dialoghi. Se guardo il lingua originale il problema non mi coglie, naturalmente; ma se il film è italiano mi urta giusto in mezzo agli occhi.