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Blog

2024


The inconsistency market

In the last few days, LinkedIn sent to me an email to celebrate the anniversary of my registration: there are 14 years that I own an account. After I unsubscribed from Twitter, it is now the oldest social account I have. But it’s the least used, and that’s the least representative of me.

Il mercato dell'inconsistenza

Negli scorsi giorni mi è arrivata una mail di auguri da LinkedIn per l’anniversario della registrazione sul social network: sono 14 anni che ho un account. Con la disattivazione del mio profilo Twitter, è l’utenza social più longeva che mi è rimasta. Ma è quella che uso di meno e che meno mi rappresenta.

2023


Che ne valga la pena

Questo è il momento dell’anno in cui si tende a pubblicare la lista dei risultati ottenuti o delle migliori cose lette, viste e ascoltate. È quel momento che invidio tantissimo a chi riesce, in maniera puntuale e metodica, a rinnovare il proprio appuntamento e a postare una lista di articoli, di foto, di post più letti, di software più utilizzati, di contributi a progetti, di donazioni erogate, di buoni propositi e promesse a sé stessi.

Pubblicare senza attriti

Sono sempre stato attratto dall’idea di pubblicare post senza titoli. Di partire direttamente dal contenuto, saltando a pie’ pari il contenitore. A me piace per estetica e fruizione, ma mi rendo conto che è anche un modo per non incontrare frizioni nella pubblicazione. Ne scrive Amit Gawande sul suo blog.

La scuola è un'emozione fisica

Ci son poche cose belle nella vita come l’apprendimento e l’insegnamento. Cioè l’esperienza di un maestro che sta lì, nel momento che sta spiegando o lavorando con un allievo, guarda… a parte che è erotismo puro, pulito, nel senso… non voglio dire né colpevole né con sottofondi equivoci, no, è proprio una forma di emozione fisica, insegnare e apprendere. Se non lo è, stai perdendo il tuo tempo. Sia che sei maestro che se sei allievo. Ma quando la scuola è scuola, è un’emozione fisica, proprio.

Ciao Things 3, au revoir Todoist

Nell’elencare la lista delle applicazioni che uso, ho scritto che sono un utente pro di Todoist da diversi anni e che, sottintendendolo, non ne posso fare a meno. Ma io sono sempre stato agnostico sulle cose di tecnologia, e sono uno curioso, perciò mi piace provare altre cose e testarle e magari cambiare idea, se è il caso. Non ho fatto quindi in tempo a pubblicare il post che, intanto, avevo già scaricato e stavo sperimentando la versione di prova di Things 3. Da qualche giorno è la mia app predefinita per la gestione delle attività.

La fine di un'era

Il motore di ricerca non offre più risultati che servono ma suggerisce soprattutto risultati che pagano. Molti utenti, in particolar modo se attenti alla privacy, stanno abbandonando il suo avveniristico servizio di posta. I software web di produttività sono sempre eccellenti, ma complice l’avanzata di Microsoft stanno arrancando con clienti e organizzazioni enterprise. Sul cloud professionale è ancora molto dietro ad AWS, non so come se la gioca con Azure. Sulle AI, poi, sulle Ai non ne parliamo. Preferisce mentire.

Gli orpelli di Apple

Apple ha bloccato Beeper Mini, un’app che prometteva di diventare, con un po’ di esagerazione, “la migliore app del mondo”. Il sistema consentiva agli utenti Android di accedere a iMessage. Adesso non è più possibile. Apple ha un buco di sicurezza da riparare e, come il CEO di Beeper Mini ha detto, se l’azienda vuole realmente prendersi cura dei propri clienti, dovrebbe ambire all’interoperabilità del proprio ecosistema con Android per permettere lo scambio di messaggi criptati.