Su Twitter, che ha bloccato l’autenticazione 2FA per chi non paga e che ha messo il turbo ai tweet di Musk, e su Bing, che pare «un po’ rimbambita», ma che non dobbiamo temere. Per ora.
Saper chiedere a un robot è, oggi, parimenti importante che sapersi leccare l’indice per sfogliare il Piccolo Palazzi: è acquisire competenze formative che serviranno sempre e in migliaia di contesti diversi. La conoscenza nasce dallo stimolo all’approfondimento, alla curiosità e alla competenza. È quello che insegnerò a mia figlia.
Saranno almeno sei mesi che switcho tra server e client email indeciso su come gestire la mia posta elettronica personale. Gmail, iCloud, Proton e poi ricomincia il giro dei servizi; provo Mail App, Outlook, Thunderbird, Spark, amenità varie e altro giro ancora sui client. Ma puntualmente, ogni volta che la giostra riparte, si ferma inesorabilmente su Gmail.
Ero convinto che la mia fosse una riflessione un po’ machiavellica e allegramente polemica, quella relativa all’immondizia trovata nello smartphone Samsung di bassa fascia comprato per mia madre, ma a quanto pare il problema è serio ed esteso. Chi ha comprato un S23, il nuovo top di gamma di Samsung, si è trovato a vedersi occupati circa 60 GB di spazio di memoria nella partizione del SO.
Sui tagli delle big tech e su Netflix, che ce l’ha con le famiglie, e sui social network dove ci comportiamo come uccelli in uno stormo; sui DNS, la sicurezza, la privacy, e su Google che nasconderà Internet, ma anche sui siti web personali e, per finire, sul mondo che, grazie alla tecnologia, è un posto migliore.
Durante l’ultimo weekend ho aiutato Bimba con i compiti. Doveva completare delle schede sulle quali associare degli animali alla loro modalità di gestazione: non me ne ricordavo la classificazione e dovevo scegliere se farmi aiutare da un’enciclopedia, da Wikipedia o da Google Assistant. Ho scelto quest’ultimo.
Come ogni tecnologia che tende a sfidare lo stato di cose, non credo che le AI indeboliranno la nostra società, seppure a primo acchito sarà inevitabile che ci porranno davanti dubbi, inquietudini, cambiamenti e riflessioni difficili. Ma se non restiamo solo a guardare ci miglioreranno.
Non si può fare, non si deve fare, è tutt’altro che etico, ma si fa. Esistono leggi e regolamenti per difendere la propria immagine e la propria privacy, ma infilare immagini di inconsapevoli sconosciuti nei video e nelle fotografie non ha mai fermato nessun creativo.