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Blog

2020


Siamo diventati rimossi

Rileggendo l’incipit della newsletter di ieri, è buffa l’evoluzione che ha avuto la parola remoto, no? Non molti anni fa la si imparava a scuola solo in congiunzione al passato (o al trapassato, i più attenti), e raramente - frequentando linguaggi più raffinati - col suo significato di distante o estraneo (una remota possibilità): viene dal latino, vorrebbe dire in origine la stessa cosa di rimosso.

Il giardino recintato

Facebook sta unificando i servizi di messaggistica di Messenger e di Instagram. Immaginabile che seguirà anche WhatsApp. Internet sta diventando sempre di più un giardino recintato, ma con custodi alla porta che non vogliono farti uscire.

2019


Nuove gentilezze

Perché quella che i giornali chiamano – con loro grande sollievo personale – la fogna del web, non è più un giardinetto per bambini viziati o per maniaci in libera uscita ma – banalmente – l’ambito culturale delle relazioni di milioni di cittadini.

Niente è troppo poco

Se escludiamo obiettivi tosti e vincolanti, come perdere molti chili per motivi di salute o allenarsi per la preparazione ad una gara sportiva agonistica, pare sia sbagliato ritenere che accontentarsi di un quantitativo di operazioni minime giornaliere, quantificate per minuti di attività o ripetitività, sia l’approccio corretto a un problema. Fare almeno dieci minuti di camminata o almeno cinque minuti di meditazione al giorno, per dire, ci condiziona: ci pone nella posizione di valutare sufficienti quelle poche attività minime per raggiungere il nostro obiettivo.

Scuola, educazione e interfacce digitali

Sembra più una miscela di associazioni, fondazioni, società e istituzioni che a vario titolo provano a inforcare il ricco piatto di fondi europei, e non una iniziativa di presa di coscienza e di azione per tentare di ridurre il divario digitale culturale in Italia. Ma tant’è, la Presidenza del Consiglio dei Ministri – e il Team per la Trasformazione Digitale - ha lanciato l’iniziativa Repubblica Digitale.

Che è una meraviglia

Non pubblico spesso. Non perché non mi piaccia farlo o perché non ne abbia voglia. Non lo faccio perché pubblicare due righe, anche solo due righe, è faticoso in termini di produttività. Significa che ho assorbito una riflessione, che ho maturato il modo di comunicarla e soprattutto che ho avuto – durante interminabili giornate dove lavoro e vita si intrecciano senza requie – il tempo per sintetizzarla, scriverla e rifinirla. A prescindere dai numeri, da chi lo leggerà o dalla validità del messaggio: pubblicare un post è impegnativo. Ma proprio perché oneroso in termini di impegno quotidiano, è una cosa che trovo di una soddisfazione inesprimibile. È una promessa facile da mancare, ma se mantenuta, appaga che è una meraviglia.

Lo vedo che sei in casa

Sempre più persone usano applicazioni per condividere la propria posizione in maniera continuata con una ristretta cerchia di amici o con la famiglia.

Mentalità scientifica

Educazione scientifica non significa solo fornire contenuti nozionistici, ma dovrebbe soprattutto significare insegnamento del metodo scientifico e sviluppo di una mentalità scientifica. In questo senso dunque l’insegnamento delle scienze va inteso come uno straordinario strumento di educazione civica.