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Blog

2023


Decluttering uno

Qualche giorno fa ho fatto una cosa che non avevo mai fatto: dal mio feed reader ho rimosso tutte le fonti legate a siti di notizie generaliste. Tralasciando qualche sito di news tecnologica, ora ho in lista quasi esclusivamente blog.

Trenta giorni ha novembre

È passato oltre un mese da quando ho deciso di ricostruire il blog con il framework per siti statici Hugo: condivido qualche dato che chiaramente non fa accademia ma m’aiuta a capire come viene fruito questo microscopico angolo di web.

Pretese #12

Sui tagli delle big tech e su Netflix, che ce l’ha con le famiglie, e sui social network dove ci comportiamo come uccelli in uno stormo; sui DNS, la sicurezza, la privacy, e su Google che nasconderà Internet, ma anche sui siti web personali e, per finire, sul mondo che, grazie alla tecnologia, è un posto migliore.

Quello che ci ha regalato Musk

Oltre alla consapevolezza che le reti sociali, i rapporti online e i propri contenuti dovrebbero essere e restare il più possibile tutelati e lontani dalle piattaforme centralizzate, Musk ci ha regalato la voglia di tornare a scrivere sui nostri blog, di scrivere per lasciar scritto. Grazie, Elon.

Nuovo blog, su Hugo

Qualche giorno fa mi ha preso il desiderio di mettere in piedi un blog con Hugo, generatore di siti web statici, e sostituire il mio attuale su WordPress, vecchio di oramai cinque anni. Ero un po’ preoccupato dal perdere troppo tempo dietro a modifiche, personalizzazioni e ottimizzazioni; avevo timore di entrare in un buco nero dal quale difficilmente sarei uscito fuori vivo. E invece…

2022


Blog significa condividere

Lo stile, la modalità di scrittura, i temi che ho trattato durante gli ultimi più o meno recenti post di questo blog mi hanno costretto a una gabbia dalla quale non mi è facile uscire: mi sono divertito e ancora mi diverte scrivere con un ritmo che canzona la voce parlata1, ma questa forma mi ha portato ad accumulare tante bozze che non ho mai pubblicato e che forse mai pubblicherò a causa del tempo, dell’approfondimento che manca o del disinteresse sopraggiunto.

2019


Che è una meraviglia

Non pubblico spesso. Non perché non mi piaccia farlo o perché non ne abbia voglia. Non lo faccio perché pubblicare due righe, anche solo due righe, è faticoso in termini di produttività. Significa che ho assorbito una riflessione, che ho maturato il modo di comunicarla e soprattutto che ho avuto – durante interminabili giornate dove lavoro e vita si intrecciano senza requie – il tempo per sintetizzarla, scriverla e rifinirla. A prescindere dai numeri, da chi lo leggerà o dalla validità del messaggio: pubblicare un post è impegnativo. Ma proprio perché oneroso in termini di impegno quotidiano, è una cosa che trovo di una soddisfazione inesprimibile. È una promessa facile da mancare, ma se mantenuta, appaga che è una meraviglia.

Menare schiaffi al vento

Un paio di settimane fa Facebook ha ricevuto una multa da 5 miliardi di dollari dalla Federal Trade Commission in USA. Nello stesso giorno le azioni sono aumentate del 2%, il suo valore di 10 miliardi di dollari. La multa non ha cambiato il modo in cui la società raccoglie e condivide i dati, gli investitori hanno quindi sostenuto l’azienda perché il modello di business è rimasto invariato e vincente: investire in Facebook risulta ancora assai redditizio.