Bear is definitive, for now
Lately, a question has been buzzing around in my head, and I decided to indulge it: what if I tried replacing Bear for managing, maintaining, and archiving my notes? So, I tried it.
Lately, a question has been buzzing around in my head, and I decided to indulge it: what if I tried replacing Bear for managing, maintaining, and archiving my notes? So, I tried it.
Qualche settimana fa l’ho anticipato e, mordendomi le labbra, ho fatto cenno all’avvio del periodo di prova di Day One, l’app che avrei potuto usare per il mio journaling. Le ho morse così tanto che, tra dolore e piacere, ho mollato la presa e ho deciso di confermarne l’uso.
Alla fine l’ho fatto. Ho fatto una cosa che non avrei mai immaginato di fare, o che – per meglio dire – l’ho immaginata, alcune volte, ma ne ho sempre scacciato l’idea. Perché, in verità, anche se aveva alcuni utili lati positivi, la rifiutavo per tali altri importanti lati negativi. Ma poi, che ci vuoi fare, l’appetito vien testando, e mi sono fatto ingolosire da un’offerta speciale e niente, qualche giorno fa ho sottoscritto l’abbonamento a Day One e la sto usando per il mio journaling privato. Ne scriverò, che comunque non ho abbandonato Obsidian. Ne scriverò pure perché sono ancora nei trenta giorni di prova. Ne scriverò ma intanto, mea culpa, mi cospargo il capo di markdown.
Come leggerò le mie note tra trent’anni? Come le leggerò se sono state salvate su un’app di journaling proprietaria col proprio sistema di storage?