Sul mio Mac, ma in generale sui vari dispositivi che utilizzo, differenzio sempre il browser (o il profilo del browser) di lavoro da quello privato. Le attività di navigazione, le ricerche, i software web legati al mio universo professionale giacciono in un’istanza dedicata — che, da qualche anno a questa parte, complice l’adozione di Microsoft 365 come suite per la nostra azienda, è Edge — mentre per quelle personali uso Safari sui dispositivi mobili e vagabondo come un cane senza guinzaglio in un parco pubblico di New York sui desktop. Ho usato e uso ancora tutt’ora, a singhiozzo e senza trovare pace, Firefox, Brave, Vivaldi, Chromium e lo stesso Safari. Recentemente mi ero assestato su Firefox ma senza esserne totalmente convinto.