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Enit

2024


Arcade for my daughter

I decided to introduce video games to my daughter. I have done it because she asked me, without screaming, and because I don’t want her to stay out of the — partially — understanding of a universe mistreated by adults and non-nerds. Among other things, a universe mainly attended by boys and less by girls.

Arcade a mia figlia

Ho deciso di introdurre mia figlia ai videogiochi. L’ho fatto un po’ perché me ne è arrivata da lei, sempre meno fioca, la richiesta, e un po’ perché non voglio che resti fuori dalla comprensione (certamente parziale) di un universo legato a un medium oggi un po’ bistrattato da molti adulti e da chi usa approcci meno, ehm, nerd alla vita. Tra l’altro, un universo che a distanza mi sembra occupato principalmente da ragazzi, ma questa è un’altra storia.

Il mercato dell'inconsistenza

Negli scorsi giorni mi è arrivata una mail di auguri da LinkedIn per l’anniversario della registrazione sul social network: sono 14 anni che ho un account. Con la disattivazione del mio profilo Twitter, è l’utenza social più longeva che mi è rimasta. Ma è quella che uso di meno e che meno mi rappresenta.